Il Copione un piano di vita

Fingete di essere degli scrittori, e di aver scritto la storia della vostra vita. Annotate da qualche parte le risposte alle domande che vi porr qui di seguito. Nel rispondere, cercate di seguire lintuito e di non elaborare troppo le vostre risposte.Qual il titolo della vostra storiaChe tipo di storia a lieto fine, tragica o noiosa usate le vostre parole per definirla.Descrivete in pochi frasi la scena finale.Tenete queste risposte da parte per un momento e riprendetele, per rifletterci, dopo aver terminato la lettura di questo articolo.Ognuno di noi ha scritto la storia della propria vita. Cominciamo a scrivere questa storia alla nascita, e continuiamo a modificarla negli anni a venire. Come tutte le storie, anche questa ha un inizio e una fine ha i suoi eroi e i suoi antagonisti ha un tema principale e uno stile.Quando diventiamo adulti gli inizi della nostra storia restano fuori dalla nostra memoria cosciente, ma ben presenti in quella che potremmo chiamare la nostra memoria inconscia.La storia della nostra vita in Analisi Transazionale AT chiamata copione.Ma come si forma un copionePer tutti gli anni della formazione del copione, il bambino in una posizione di inferiorit egli fisicamente e psicologicamente meno forte di chi che se ne prende cura, che percepisce detentore del potere totale.In un tale stato di vulnerabilit, quando il bambino riceve divieti o ordini genitoriali reali eo fantasticati o percepisce un proprio dialogo interno, che nega il soddisfacimento di un suo bisogno, egli reagisce a ci provando emozioni e sentimenti e individuando quella che ritiene essere la migliore strategia per far fronte alla situazione e per ottenere attenzioni, positive o negative, dai genitori o da chi se ne prende cura Per un bambino ricevere attenzioni dai genitori SEMPRE meglio che essere ignorati da questi, per questo motivo a volte si accontenter anche di ricevere attenzioni negative.Importante precisare che le scelte e le conclusioni che un bambino trae sul mondo sono basate su una modalit di pensiero intuitiva e magica.Secondo Piaget la mente del bambino in questo stadio 2-6 anni caratterizzata da- rigidit di pensiero Il bambino ha un pensiero centrato su un singolo dato alla volta e un singolo aspetto di realt. Egli tende a cogliere, nella realt, gli aspetti percettivamente pi rilevanti, come quelli materiali, quali la grandezza o laltezza, mentre pone in secondo piano gli aspetti logici- dallegocentrismo il bambino non in grado di adottare il punto di vista percettivo e concettuale di unaltra persona- da animismo il bambino ipotizza connessioni magico-fenomeniche tra gli eventi, ad es non distingue realt dalla fantasia, crede a poteri e forze magiche eccSe la strategia presa dal bambino viene rafforzata dallambiente esterno in genere dalle stesse persone che hanno inviato i messaggi iniziali e se questa si rivelata per lui efficace, essa da luogo a un pattern ripetitivo di comportamento e di atteggiamento emotivo. Questa strategia in AT chiamata decisione di copione.Diversi fattori sono in grado di influenzare le decisioni di copione prese dal bambino. Esistono, in particolare, cinque fattori la cui interazione da come risultato il quoziente di vulnerabilit. Essi sono Mancanza di potere Pi il bambino piccolo, pi percepisce di possedere meno potere. Per tale motivo non necessario che il genitore, il fratello maggiore, i nonni o chi altro se ne prende cura, si arrabbi molto per terrorizzare il bambino e far si che questo prenda una decisione di copione basata sullemozione provata Incapacit di rispondere allo stress minore let del bambino, minore sar la sua capacit di tollerare lo stress Capacit di pensiero immaturo Il bambino piccolo non ancora in gradi di pensare in maniera logica. Il suo pensiero, come abbiamo precedentemente esposto, magico, intuitivo e concreto. Le decisioni che il bambino prende sono quindi eccessivamente generalizzate ed esagerate Mancanza di informazioni I bambini ottengono informazioni dai propri genitori. Questi spesso scelgono di filtrare i dati di realt da fornire a loro figlio, modificandoli o riducendone la quantit, definendo cos la realt del bambino. Per tale motivo le prime decisioni che il piccolo prende si basano su informazioni poco accurate Mancanza di alternative Il bambino solitamente bloccato nellambiente familiare in cui si trova. Anche in caso di situazioni potenzialmente traumatiche, egli non pu decidere di cambiare genitori eo casa, ma tenuto a trovare la migliore strategia per ridurre le sofferenze al minimo. chiaro, quindi, come lambiente familiare in cui il bambino inserito eserciti una forte influenza sulle decisioni di copione che il piccolo decider di prendere.Ad influenzare la presa di decisione di copione anche lo stile dei messaggi inviati al bambino dallesterno tipicamente dai genitori, ovvero la modalit con cui possono essere trasmessi verbali o non verbali, diretti o indiretti, ecc, la scelta del momento in cui viene inviato lo stesso messaggio inviato ad un bambino di un anno e a uno di tre anni pu dare risultati diversi, la frequenza con cui vengono trasmessi la fonte del messaggio e lintensit emotiva con cui viene inviato.Le decisioni di copione sono spesso inconsce e formano la base dei comportamenti e dei sentimenti non-OK di una persona.Quando oggi entriamo nel copione tipicamente esso si accentua nei momenti di crisi, stiamo cercando di affrontare i problemi adulti riproponendo le stesse strategie della nostra infanzia evidente come tali strategie, che possono essere risultate appropriate per un bambino, non potranno essere appropriate anche nella vita adultaIl ricorrere a queste modalit di comportamento e di pensiero andr a confermare le nostre convinzioni di copione e ci porter a dire che il mondo come avevamo deciso che fosse.C. Moiso e M. Novellino affermano che in caso di copione insoddisfacente, le decisioni prese durante linfanzia tenderanno a limitare la consapevolezza, ad inibire la spontaneit e ad impedire lintimit, rendendolo il copione cos poco flessibile e autonomo.Quando ci si trova nel copione si ha, infatti, difficolt ad agire in maniera spontanea, autentica ed intima poich, per far si che questo funzioni, bisogna distorcere i dati della realt, ingigantendo o svalutando alcuni bisogni e credenze di s eo dellaltro si ha anche la necessit di ricercare e di mostrare agli altri solo quei dati che sono coerenti con il proprio quadro di riferimento rigido e distorto, non potendo cos esprimere apertamente i propri pensieri, sentimenti, e bisogni autentici.Diviene evidente come analizzare il copione sia di fondamentale importanza, in quanto esso ci aiuta a comprendere le motivazioni del comportamento umano.C, infatti, un correlato positivo a questultima affermazione le decisioni di copione possono essere modificate nel tempo tramite ridecisioni, resta il concetto che le decisioni pi forti che determinano la struttura della personalit della persona sono quelle effettuate nella prima infanzia, ma con unapertura ottimistica verso il futuro. Tutti possiamo decidere che tipo di persona vogliamo essere e come vogliamo che vada a finire la nostra vita, importante comprendere le origini del precedente copione e metterle in discussione.Riprendendo lesercizio iniziale, e rileggendo le vostre risposte alla luce di quanto appena esposto, a quali conclusioni potete giungereCom strutturato il vostro copione ne siete felici o c qualcosa che vorreste modificarePsicologa Psicoterapeuta a Vicenza, la Dott.ssa Cristiana Brunetti riceve su appuntamento per percorsi di psicoterapia o consulenze singole. Pratica clinica per consulenze, colloqui psicologici e di psicoterapia rivolti ad adulti, bambini, adolescenti e coppie. Disturbi dellumore, Disturbi dansia, Sostegno alla genitorialit, Difficolt scolastiche, Disturbi dellalimentazione, Difficolt relazionali, Problematiche legate allautostima e allautoaffermazione, Elaborazione di lutti e traumi, Terapia di coppia.

Il Copione: un piano di vita
Il Copione: un piano di vita
5184-3456
aprile
19
Il Copione: un piano di vita
A CURA DI CRISTIANA BRUNETTI IN  ARTICOLI 
Fingete di essere degli scrittori, e di aver scritto la storia della vostra vita.
Annotate da qualche parte le risposte alle domande che vi porrò qui di seguito. Nel rispondere, cercate di seguire l’intuito e di non elaborare troppo le vostre risposte.

  • Qual è il titolo della vostra storia?
  • Che tipo di storia è? a lieto fine, tragica o noiosa? usate le vostre parole per definirla.
  • Descrivete in pochi frasi la scena finale. 

Tenete queste risposte da parte per un momento e riprendetele, per rifletterci, dopo aver terminato la lettura di questo articolo.


Ognuno di noi ha scritto la storia della propria vita. Cominciamo a scrivere questa storia alla nascita, e continuiamo a modificarla negli anni a venire. Come tutte le storie, anche questa ha un inizio e una fine; ha i suoi eroi e i suoi antagonisti; ha un tema principale e uno stile.

Quando diventiamo adulti gli inizi della nostra storia restano fuori dalla nostra memoria cosciente, ma ben presenti in quella che potremmo chiamare la nostra “memoria inconscia”. 

La storia della nostra vita in Analisi Transazionale (AT) è chiamata “copione”.


Ma come si forma un copione? 

Per tutti gli anni della formazione del copione, il bambino è in una posizione di inferiorità; egli è fisicamente e psicologicamente meno forte di chi che se ne prende cura, che percepisce detentore del potere totale. 

In un tale stato di vulnerabilità, quando il bambino riceve divieti o ordini genitoriali (reali e/o fantasticati) o percepisce un proprio dialogo interno, che nega il soddisfacimento di un suo bisogno, egli reagisce a ciò provando emozioni e sentimenti e individuando quella che ritiene essere la migliore strategia per far fronte alla situazione e per ottenere attenzioni, positive o negative, dai genitori o da chi se ne prende cura ( Per un bambino ricevere attenzioni dai genitori è SEMPRE meglio che essere ignorati da questi, per questo motivo a volte si “accontenterà” anche di ricevere attenzioni negative). 

Importante è precisare che le scelte e le conclusioni che un bambino trae sul mondo sono basate su una modalità di pensiero intuitiva e magica. 

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Secondo Piaget la mente del bambino in questo stadio (2-6 anni) è caratterizzata da: 
- rigidità di pensiero (Il bambino ha un pensiero centrato su un singolo dato alla volta e un singolo aspetto di realtà. Egli tende a cogliere, nella realtà, gli aspetti percettivamente più rilevanti, come quelli materiali, quali la grandezza o l’altezza, mentre pone in secondo piano gli aspetti logici); 
- dall'egocentrismo (il bambino non è in grado di adottare il punto di vista percettivo e concettuale di un'altra persona); 
- da animismo (il bambino ipotizza connessioni magico-fenomeniche tra gli eventi, ad es: non distingue realtà dalla fantasia, crede a poteri e forze magiche ecc…) 

Se la strategia presa dal bambino viene rafforzata dall’ambiente esterno (in genere dalle stesse persone che hanno inviato i messaggi iniziali) e se questa si è rivelata per lui efficace, essa da luogo a un pattern ripetitivo di comportamento e di atteggiamento emotivo. Questa strategia in AT è chiamata “decisione di copione”. 

Diversi fattori sono in grado di influenzare le decisioni di copione prese dal bambino.

boy covering his face while standing

Esistono, in particolare, cinque fattori la cui interazione da come risultato il “
quoziente di vulnerabilità”. Essi sono:
• Mancanza di potere: Più il bambino è piccolo, più percepisce di possedere meno potere. Per tale motivo non è necessario che il genitore, il fratello maggiore, i nonni o chi altro se ne prende cura, si arrabbi molto per terrorizzare il bambino e far si che questo prenda una decisione di copione basata sull’emozione provata;
• Incapacità di rispondere allo stress: minore è l’età del bambino, minore sarà la sua capacità di tollerare lo stress;
• Capacità di pensiero immaturo: Il bambino piccolo non è ancora in gradi di pensare in maniera logica. Il suo pensiero, come abbiamo precedentemente esposto, è magico, intuitivo e concreto. Le decisioni che il bambino prende sono quindi eccessivamente generalizzate ed esagerate;
• Mancanza di informazioni: I bambini ottengono informazioni dai propri genitori. Questi spesso scelgono di filtrare i dati di realtà da fornire a loro figlio, modificandoli o riducendone la quantità, definendo così la realtà del bambino. Per tale motivo le prime decisioni che il piccolo prende si basano su informazioni poco accurate;
Mancanza di alternative: Il bambino è solitamente bloccato nell’ambiente familiare in cui si trova. Anche in caso di situazioni potenzialmente traumatiche, egli non può decidere di cambiare genitori e/o casa, ma è tenuto a trovare la migliore strategia per ridurre le sofferenze al minimo. È chiaro, quindi, come l’ambiente familiare in cui il bambino è inserito eserciti una forte influenza sulle decisioni di copione che il piccolo deciderà di prendere.

Ad influenzare la presa di decisione di copione è anche lo “stile dei messaggi” inviati al bambino dall’esterno (tipicamente dai genitori), ovvero la modalità con cui possono essere trasmessi (verbali o non verbali, diretti o indiretti, ecc…), la scelta del momento in cui viene inviato (lo stesso messaggio inviato ad un bambino di un anno e a uno di tre anni può dare risultati diversi), la frequenza con cui vengono trasmessi; la fonte del messaggio e l’intensità emotiva con cui viene inviato.



mans face with white scarf

Le decisioni di copione sono spesso inconsce e formano la base dei comportamenti e dei sentimenti non-OK di una persona. 

Quando oggi entriamo nel copione (tipicamente esso si accentua nei momenti di crisi), stiamo cercando di affrontare i problemi adulti riproponendo le stesse strategie della nostra infanzia; è evidente come tali strategie, che possono essere risultate appropriate per un bambino, non potranno essere appropriate anche nella vita adulta! 

Il ricorrere a queste modalità di comportamento e di pensiero andrà a confermare le nostre convinzioni di copione e ci porterà a dire che il mondo è come avevamo deciso che fosse.


C. Moiso e M. Novellino affermano che in caso di copione insoddisfacente, le decisioni prese durante l’infanzia tenderanno a “limitare la consapevolezza, ad inibire la spontaneità e ad impedire l’intimità, rendendolo (il copione) così poco flessibile e autonomo”. 


Quando ci si trova nel copione si ha, infatti, difficoltà ad agire in maniera spontanea, autentica ed intima poiché, per far si che questo funzioni, bisogna distorcere i dati della realtà, ingigantendo o svalutando alcuni bisogni e credenze di sé e/o dell’altro; si ha anche la necessità di ricercare e di mostrare agli altri solo quei dati che sono coerenti con il proprio quadro di riferimento rigido e distorto, non potendo così esprimere apertamente i propri pensieri, sentimenti, e bisogni autentici. 


Diviene evidente come analizzare il copione sia di fondamentale importanza, in quanto esso ci aiuta a comprendere le motivazioni del comportamento umano. 

C’è, infatti, un correlato positivo a quest’ultima affermazione: le decisioni di copione possono essere modificate nel tempo tramite “ridecisioni”, resta il concetto che le decisioni più forti che determinano la struttura della personalità della persona sono quelle effettuate nella prima infanzia, ma con un’apertura ottimistica verso il futuro. Tutti possiamo decidere che tipo di persona vogliamo essere e come vogliamo che vada a finire la nostra vita, importante è comprendere le origini del precedente copione e metterle in discussione. 

Riprendendo l’esercizio iniziale, e rileggendo le vostre risposte alla luce di quanto appena esposto, a quali conclusioni potete giungere? 
Com’è strutturato il vostro copione? ne siete felici o c’è qualcosa che vorreste modificare?


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    Dopo aver conseguito la Laurea Triennale in “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, mi sono trasferita a Padova dove, nel 2016, ho ottenuto la Laurea Magistrale in “Psicologia Clinico Dinamica” presso l’Università degli Studi di Padova. In seguito all’abilitazione alla Professione di Psicologo e l’iscrizione all’Albo Professionale (sez. A), ho proseguito i miei studi iscrivendomi alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Dinamica Integrata presso il “Centro Psicologia Dinamica” di Padova.
    Oltre ad aver lavorato per diversi anni nel settore educativo, dal 2016 al 2017 ho prestato servizio come tirocinante psicologa presso l’Equipe Adozioni di Padova, sita all’interno dell’ULSS6 EUGANEA. Dal 2018 al 2019 ho lavorato come specializzanda in psicoterapia presso il Centro di Salute Mentale dell’ULSS 8 BERICA. Dal 2020 collaboro con il servizio di "Psicologia Ospedaliera" dell'ULSS 8 Berica.
     
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    Analisi Transazionale,
    Lavoro secondo l’approccio dell’Analisi Transazionale (A.T.), teoria psicologica e approccio di psicoterapia che, pur essendo figlia della Psicoanalisi, ha come punto di forza l’utilizzo di concetti concreti, tangibili, e facilmente comprensibili.
    Modello degli stati dell’Io
    Secondo questo modello tutti i modi in cui gli individui si comportano, pensano, e sentono, possono essere ricondotti a tre stati dell’Io, chiamati “Genitore”, “Adulto” e “Bambino”.
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