Disturbi dansia

Ansia un termine da sempre molto di moda e di cui, purtroppo, si tende spesso ad abusare, attribuendosi una patologia, in realt molto invalidante, anche per i pi piccoli e naturali disagi della vita quotidiana, sono in ansia per lesame, ho ansia se penso al futuro, sono proprio una persona ansiosa. importante, quindi, effettuare una distinzione tra lansia, fisiologica e sana attivazione fisica ed emotiva, e i veri e propri disturbi dansia. Questi ultimi differiscono dalla normale paura o ansia evolutiva perch risultano eccessivi eo persistenti nel tempo. Lansia transitoria, spesso indotta da stress, corrisponde allanticipazione di una minaccia futura, cos come la paura, emozione che pi le si collega, corrisponde alla risposta imminente ad una minaccia vicina, reale o percepita. La paura , infatti, una delle emozioni primarie e, in quanto tale, altamente adattiva Tale affermazione ci aiuta a capire come anche lo sperimentare di tanto in tanto una certa quota di ansia sia normale ed anche positivo in quanto ci permette di proteggerci quando percepiamo di trovarci in una situazione di pericolo. Lansia implica unattivazione delle nostre risorse, psichiche e comportamentali, che avviano una risposta del tipo attacco o fuga, consentendoci di prendere liniziativa, mettendo in atto comportamenti proattivi utili alladattamento, o di fuggire dal pericolo, per garantire la nostra sopravvivenza. I sintomi fisici sperimentati in associazione a tale risposta ci consentono proprio di ottenere lenergia necessaria per far fronte alla condizione di pericolo sperimentata ad es. la fuga da un animale feroce o la difesa da un aggressore. Facendo lesempio di situazioni pi comuni del quotidiano, sperimentare ansia per un esame o per una consegna lavorativa importante ci permette di impegnarci al meglio per ottenere un buon risultato. Peggio sarebbe affrontare una situazione di tale importanza senza alcuna attivazione emotiva o fisica in quanto ne usciremo, con molte probabilit, danneggiati. Lansia, quindi, non da considerare unicamente come un limite, ma costituisce una importante risorsa, efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni.Va da s che quando lo stato di attivazione talmente elevato da non permettere di attuare i comportamenti adattivi precedentemente citati, comportando un disagio clinicamente significativo nelle varie aree di vita del soggetto, o se persiste nel tempo anche dopo levento critico e per situazioni oggettivamente meno importanti, lansia considerata patologica. La caratteristica principale degli individui con un disturbo dansia, infatti, che sopravvalutano il pericolo delle situazioni che temono o evitano, oppure che sperimentano paura in assenza di un pericolo oggettivo.Le donne sembrano avere il doppio del rischio di sviluppare un disturbo dansia rispetto agli uomini. Questa differenza pu essere letta alla luce di diverse variabili, tra le quali fattori ormonali, eventi di vita quali la gravidanza e la menopausa, pressioni socio-culturali secondo le quali le donne dovrebbero soddisfare i bisogni degli altri prima dei propri, la difficolt nel raggiungere gli stessi riconoscimenti lavorativi pari a quelli degli uomini, dovendosi destreggiare, e a volte anche a scegliere, tra lavoro e famiglia, e infine il fatto che le donne sono pi inclini a parlare apertamente dellansia a medici e psicoterapeuti. Nel DSM -5 Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali sono elencati diversi disturbi dansia, diversi tra di loro in base al loro oggetto o alla situazione specifica in cui si manifestano, alla fascia evolutiva in cui si sviluppano, alla specificit dei sintomi sperimentati, e allideazione cognitiva associata, e sono Disturbo dansia di separazione Mutismo selettivo Fobia specifica Disturbo dansia sociale Disturbo di panico Agorafobia Disturbo dansia generalizzata Disturbo dansia indotto da sostanzefarmaci Disturbo dansia dovuto a unaltra condizione medica Disturbo dansia con altra specificazione.Lapprofondimento dei singoli disturbi sar rimandato in altra sede di seguito voglio invece elencarvi quelli che sono, pi in generale, i sintomi caratteristici dellansia irrequietezza, ci si sente tesi e con i nervi a fior di pelle difficolt a concentrarsi e vuoti di memoria irritabilit sintomi neurovegetativi come dispnea, iperpnea, dolore toracico, sensazione di vertigine, di testa leggera o di svenimento, tremori, sudorazione, tensione muscolare, palpitazioni, cardiopalmo, tachicardia ecc senso di debolezza e stanchezza, alterazioni del sonno paura o preoccupazione eccessiva depersonalizzazione derealizzazioneTali sintomi possono insorgere in maniera improvvisa oppure gradualmente, nellarco anche di alcuni giorni. Anche la loro intensit variabile, essi possono essere percepiti come una fastidiosa forma di apprensione, leggermente pi intensa del solito, oppure possono presentarsi in maniera dirompente durante un attacco di panico conclamato.La principale strategia di gestione dellansia, solitamente, corrisponde allevitamento della situazione o delloggetto temuto. Ad esempio, in un caso di agorafobia in cui il paziente ha paura di utilizzare mezzi di trasporto pubblici autobus, treni, aerei ecc, la strategia istintiva del soggetto sar quella di evitare ogni occasione in cui richiesto lutilizzo di tali mezzi, con ripercussioni sulla qualit della sua vita pu esserci, ad esempio, una compromissione del funzionamento lavorativo, in quanto potrebbe accadere di dover rifiutare offerte di lavoro che richiedano lunghi spostamenti, oppure una compromissione del funzionamento sociale, in quanto si dovr spesso rinunciare ad uscite o a viaggi con amici eo partner, ecc. Quindi, la strategia dellevitamento va in realt a rinforzare il circolo vizioso dellansia. Di seguito, rappresento graficamente, come esempio, il circolo dellevitamento nei soggetti con Mutismo Selettivo e Disturbo dansia sociale.FIG. 1 CIRCOLO DELLEVITAMENTO NEI SOGGETTI CON MUTISMO SELETTIVO E DISTURBO DANSIA SOCIALEBibliografiaAMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION 2014. DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano Raffaello Cortina. LibroLINGIARDI, V. McWILLIAMS, N. 2018. PDM-2. Manuale Diagnostico Psicodinamico. Milano Raffaello Cortina Editore. LibroPsicologa Psicoterapeuta a Vicenza, la Dott.ssa Cristiana Brunetti riceve su appuntamento per percorsi di psicoterapia o consulenze singole. Pratica clinica per consulenze, colloqui psicologici e di psicoterapia rivolti ad adulti, bambini, adolescenti e coppie. Disturbi dellumore, Disturbi dansia, Sostegno alla genitorialit, Difficolt scolastiche, Disturbi dellalimentazione, Difficolt relazionali, Problematiche legate allautostima e allautoaffermazione, Elaborazione di lutti e traumi, Terapia di coppia.

Disturbi d'ansia
Disturbi d'ansia
1000-753
novembre
23
Disturbi d'ansia
A CURA DI CRISTIANA BRUNETTI IN  ANALISI 
Ansia”: un termine da sempre molto di moda e di cui, purtroppo, si tende spesso ad abusare, attribuendosi una patologia, in realtà molto invalidante, anche per i più piccoli e naturali disagi della vita quotidiana, “sono in ansia per l’esame”, “ho ansia se penso al futuro”, “sono proprio una persona ansiosa”. È importante, quindi, effettuare una distinzione tra l’ansia, fisiologica e sana attivazione fisica ed emotiva, e i veri e propri disturbi d’ansia. Questi ultimi differiscono dalla normale paura o ansia evolutiva perché risultano eccessivi e/o persistenti nel tempo.
L’ansia transitoria, spesso indotta da stress, corrisponde all’anticipazione di una minaccia futura, così come la paura, emozione che più le si collega, corrisponde alla risposta imminente ad una minaccia vicina, reale o percepita. La paura è, infatti, una delle emozioni primarie e, in quanto tale, è altamente adattiva! Tale affermazione ci aiuta a capire come anche lo sperimentare di tanto in tanto una certa quota di ansia sia normale ed anche positivo in quanto ci permette di proteggerci quando percepiamo di trovarci in una situazione di pericolo. L’ansia implica un'attivazione delle nostre risorse, psichiche e comportamentali, che avviano una risposta del tipo “attacco o fuga”, consentendoci di prendere l’iniziativa, mettendo in atto comportamenti proattivi utili all'adattamento, o di fuggire dal pericolo, per garantire la nostra sopravvivenza. I sintomi fisici sperimentati in associazione a tale risposta ci consentono proprio di ottenere l’energia necessaria per far fronte alla condizione di pericolo sperimentata (ad es.: la fuga da un animale feroce o la difesa da un aggressore). Facendo l’esempio di situazioni più comuni del quotidiano, sperimentare ansia per un esame o per una consegna lavorativa importante ci permette di impegnarci al meglio per ottenere un buon risultato. Peggio sarebbe affrontare una situazione di tale importanza senza alcuna attivazione emotiva o fisica in quanto ne usciremo, con molte probabilità, danneggiati.
L’ansia, quindi, non è da considerare unicamente come un limite, ma costituisce una importante risorsa, efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni.
Va da sé che quando lo stato di attivazione è talmente elevato da non permettere di attuare i comportamenti adattivi precedentemente citati, comportando un disagio clinicamente significativo nelle varie aree di vita del soggetto, o se persiste nel tempo anche dopo l’evento critico e per situazioni oggettivamente meno importanti, l’ansia è considerata patologica. La caratteristica principale degli individui con un disturbo d’ansia, infatti, è che sopravvalutano il pericolo delle situazioni che temono o evitano, oppure che sperimentano paura in assenza di un pericolo oggettivo.
Le donne sembrano avere il doppio del rischio di sviluppare un disturbo d’ansia rispetto agli uomini. Questa differenza può essere letta alla luce di diverse variabili, tra le quali fattori ormonali, eventi di vita quali la gravidanza e la menopausa, pressioni socio-culturali secondo le quali le donne dovrebbero soddisfare i bisogni degli altri prima dei propri, la difficoltà nel raggiungere gli stessi riconoscimenti lavorativi pari a quelli degli uomini, dovendosi destreggiare, e a volte anche a scegliere, tra lavoro e famiglia, e infine il fatto che le donne sono più inclini a parlare apertamente dell’ansia a medici e psicoterapeuti.

Ansia
Nel DSM -5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) sono elencati diversi disturbi d’ansia, diversi tra di loro in base al loro oggetto o alla situazione specifica in cui si manifestano, alla fascia evolutiva in cui si sviluppano, alla specificità dei sintomi sperimentati, e all’ideazione cognitiva associata, e sono: Disturbo d’ansia di separazione; Mutismo selettivo; Fobia specifica; Disturbo d’ansia sociale; Disturbo di panico; Agorafobia; Disturbo d’ansia generalizzata; Disturbo d’ansia indotto da sostanze/farmaci; Disturbo d’ansia dovuto a un’altra condizione medica; Disturbo d’ansia con altra specificazione.

L’approfondimento dei singoli disturbi sarà rimandato in altra sede; di seguito voglio invece elencarvi quelli che sono, più in generale, i sintomi caratteristici dell’ansia:
• irrequietezza, ci si sente tesi e “con i nervi a fior di pelle”;
• difficoltà a concentrarsi e vuoti di memoria;
• irritabilità;
• sintomi neurovegetativi come dispnea, iperpnea, dolore toracico, sensazione di vertigine, di “testa leggera” o di svenimento, tremori, sudorazione, tensione muscolare, palpitazioni, cardiopalmo, tachicardia ecc…
• senso di debolezza e stanchezza,
• alterazioni del sonno;
• paura o preoccupazione eccessiva
• depersonalizzazione
• derealizzazione
Tali sintomi possono insorgere in maniera improvvisa oppure gradualmente, nell’arco anche di alcuni giorni. Anche la loro intensità è variabile, essi possono essere percepiti come una fastidiosa forma di apprensione, leggermente più intensa del solito, oppure possono presentarsi in maniera dirompente durante un attacco di panico conclamato.
 


La principale strategia di gestione dell’ansia, solitamente, corrisponde all’evitamento della situazione o dell’oggetto temuto. Ad esempio, in un caso di agorafobia in cui il paziente ha paura di utilizzare mezzi di trasporto pubblici (autobus, treni, aerei ecc…), la strategia istintiva del soggetto sarà quella di evitare ogni occasione in cui è richiesto l’utilizzo di tali mezzi, con ripercussioni sulla qualità della sua vita (può esserci, ad esempio, una compromissione del funzionamento lavorativo, in quanto potrebbe accadere di dover rifiutare offerte di lavoro che richiedano lunghi spostamenti, oppure una compromissione del funzionamento sociale, in quanto si dovrà spesso rinunciare ad uscite o a viaggi con amici e/o partner, ecc…). Quindi, la strategia dell’evitamento va in realtà a rinforzare il circolo vizioso dell’ansia.
Di seguito, rappresento graficamente, come esempio, il circolo dell’evitamento nei soggetti con Mutismo Selettivo e Disturbo d’ansia sociale.

FIG. 1– CIRCOLO DELL’EVITAMENTO NEI SOGGETTI CON MUTISMO SELETTIVO E DISTURBO D’ANSIA SOCIALE



Bibliografia
AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION (2014). DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Raffaello Cortina. (Libro)


LINGIARDI, V. & McWILLIAMS, N. (2018). PDM-2. Manuale Diagnostico Psicodinamico. Milano: Raffaello Cortina Editore. (Libro)


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    Dopo aver conseguito la Laurea Triennale in “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, mi sono trasferita a Padova dove, nel 2016, ho ottenuto la Laurea Magistrale in “Psicologia Clinico Dinamica” presso l’Università degli Studi di Padova. In seguito all’abilitazione alla Professione di Psicologo e l’iscrizione all’Albo Professionale (sez. A), ho proseguito i miei studi iscrivendomi alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Dinamica Integrata presso il “Centro Psicologia Dinamica” di Padova.
    Oltre ad aver lavorato per diversi anni nel settore educativo, dal 2016 al 2017 ho prestato servizio come tirocinante psicologa presso l’Equipe Adozioni di Padova, sita all’interno dell’ULSS6 EUGANEA. Dal 2018 al 2019 ho lavorato come specializzanda in psicoterapia presso il Centro di Salute Mentale dell’ULSS 8 BERICA. Dal 2020 collaboro con il servizio di "Psicologia Ospedaliera" dell'ULSS 8 Berica.
     
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    Analisi Transazionale,
    Lavoro secondo l’approccio dell’Analisi Transazionale (A.T.), teoria psicologica e approccio di psicoterapia che, pur essendo figlia della Psicoanalisi, ha come punto di forza l’utilizzo di concetti concreti, tangibili, e facilmente comprensibili.
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    Secondo questo modello tutti i modi in cui gli individui si comportano, pensano, e sentono, possono essere ricondotti a tre stati dell’Io, chiamati “Genitore”, “Adulto” e “Bambino”.
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