Lutti

Nel 1999 U. Galimberti definiva il lutto come uno stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo che ha fatto parte integrante dellesistenza. Tale perdita pu riguardare sia un oggetto esterno morte di una persona, separazione, abbandono di un luogo, ecc sia di un oggetto interno perdita della propria immagine sociale, chiudersi di una prospettiva, un fallimento personale ecc. normale per un essere umano sperimentare emozioni, cognizioni e comportamenti negativi in seguito ad un lutto ci che distingue questo stato psicologico negativo da quello che in psicologia chiamato lutto patologico o complicato la capacit di riuscire a reinvestire, grazie allesame di realt, nel mondo esterno, trasformando la realt esterna della perdita in una realt interna accettata riuscendo a sviluppare nuove forme di legami con altre persone o oggetti, che tengano conto della morte della persona cara necessaria, inoltre, una revisione di s e della propria identit che sar arricchita dallinteriorizzazione delloggetto perduto, un processo che consente di accettare la perdita subita, continuando, tuttavia, ad amare loggetto.Il lutto diventa complicato quando vi un mancato innesco, superamento, intensificazione o prolungamento di una o pi delle fasi previste per elaborare il lutto.Unautrice a cui si fa spesso riferimento quando si parla di elaborazione del lutto Kbler Ross 1990 2002 ella ha distinto cinque passaggi fondamentali da attraversare in seguito ad una perdita1. Fase della negazione o del rifiuto il sopravvissuto tende a negare laccaduto. Si tratta di un meccanismo di difesa molto comune che viene messo in atto per proteggere lindividuo da una sofferenza ritenuta inconsciamente eccessiva. In questa fase sono comuni frasi come Non sta succedendo davvero, non riesco a crederci, ancora non mi sembra vero, ecc2. Fase della rabbia in questa fase la persona sperimenta rabbia per la perdita, percepita come uningiustizia. Questo il momento in si pu sperimentare la necessit di attribuire le colpe ad una fonte esterna, direzionando su di essa il dolore e la sofferenza provata, ad es. perch Dio mi ha fatto questo, se solo il medico se ne fosse accorto prima, oppure la sofferenza pu essere rivolta verso s stessi sono frequenti, infatti, auto-accuse e rimproveri del tipo sarei dovuto essere pi presente, potevo fare di pi ecc Lemozione della rabbia pu portare il soggetto ad auto-isolarsi e a sperimentare una forte sensazione di solitudine3. Fase della contrattazione Questa la fase in cui il soggetto inizia a recuperare lesame di realt e a rivalutare le proprie risorse su cui poter contare per recuperare il controllo della propria vita e per investire in nuovi progetti4. Fase della depressione In questo momento vi unautentica presa di consapevolezza della perdita. Il soggetto prova profonda tristezza e dolore per tutto ci che non potr pi fare con la persona persa e per lineluttabilit della morte. Sono frequenti sintomi fisici tra cui mal di testa, tristezza persistente, volont di isolarsi, astenia, rabbia, insonnia o eccessiva sonnolenza5. Fase dellaccettazione Con questa fase si conclude il processo di elaborazione del lutto. Nonostante il soggetto possa ancora sperimentare emozioni di dolore o di rabbia sebbene in forma decisamente inferiore rispetto a quanto precedentemente sperimentato, egli riesce a dare un senso a quanto accaduto, riappacificandosi con esso. Non vi un tempo prestabilito entro cui il processo deve completarsi, come precedentemente accennato, ogni fase pu essere affrontata con maggiore o minore difficolt, e quindi con maggiori o minori tempistiche, in base ad una serie di fattori tra cui il momento e il modo in cui si persa la persona cara stata una morte improvvisa e inaspettata oppure ci si potuti preparare, ad es. nel caso di una malattia terminale stata una morte violenta o tranquilla, ad il tipo di rapporto che ci legava era un partner, un familiare, un amico, un collega ecc.. e alle specifiche vulnerabilit individuali caratteristiche di personalit e di temperamento, patologie mediche o psicologiche, ecc. Normalmente, comunque, si prevede di riuscire ad accedere alla fase dellaccettazione entro circa 12 mesi. Il DSM-5 Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, inserisce il Disturbo da lutto persistente o complicato nella sezione delle condizioni che necessitano di ulteriori studi di approfondimento. Tale disturbo prevede la presenza di almeno uno dei seguenti sintomi per almeno 12 mesi dopo il lutto negli adulti e 6 mesi dopo il lutto nei bambini Un persistente desiderionostalgia della persona deceduta Tristezza e dolore emotivo intenso in seguito alla morte Preoccupazione per il deceduto Preoccupazione per le circostanze della morte. Il disturbo prevede, inoltre, la presenza di almeno sei dei seguenti sintomi per la maggior parte dei giorni e ad un livello di gravit clinicamente significativo, anche tali sintomi devono essere presenti da almeno 12 mesi negli adulti e da almeno 6 mesi nei bambini, dopo il lutto Marcata difficolt nellaccettare la morte Provare incredulit o torpore emotivo riguardo alla perdita Difficolt ad abbandonarsi a ricordi positivi che riguardano il deceduto Amarezza o rabbia in relazione alla perdita Valutazione negativa di s in relazione al deceduto o alla morte Eccessivo evitamento di ricordi della perdita Desiderio di morire per essere vicini al deceduto Dal momento della morte, difficolt nel provare fiducia verso gli altri Dal momento della morte, sensazione di essere soli o distaccati dagli altri Sensazione che la vita sia vuota o priva di senso senza il deceduto, o pensiero di non farcela senza il deceduto Confusione circa il proprio ruolo nella vita, o diminuito senso della propria identit Dal momento della perdita, difficolt o riluttanza nel perseguire i propri interessi o nel fare piani per il futuro.Alcuni individui presentano anche allucinazioni visive o uditive in cui percepiscono temporaneamente la presenza del deceduto.BibliografiaAMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION 2014. DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano Raffaello Cortina. LibroPsicologa Psicoterapeuta a Vicenza, la Dott.ssa Cristiana Brunetti riceve su appuntamento per percorsi di psicoterapia o consulenze singole. Pratica clinica per consulenze, colloqui psicologici e di psicoterapia rivolti ad adulti, bambini, adolescenti e coppie. Disturbi dellumore, Disturbi dansia, Sostegno alla genitorialit, Difficolt scolastiche, Disturbi dellalimentazione, Difficolt relazionali, Problematiche legate allautostima e allautoaffermazione, Elaborazione di lutti e traumi, Terapia di coppia.

Lutti
Lutti
1000-666
novembre
23
Lutti
A CURA DI CRISTIANA BRUNETTI IN  ANALISI 
Nel 1999 U. Galimberti definiva il lutto come uno stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo che ha fatto parte integrante dell’esistenza. Tale perdita può riguardare sia un oggetto esterno (morte di una persona, separazione, abbandono di un luogo, ecc…) sia di un oggetto interno (perdita della propria immagine sociale, chiudersi di una prospettiva, un fallimento personale ecc…).
È normale per un essere umano sperimentare emozioni, cognizioni e comportamenti negativi in seguito ad un lutto; ciò che distingue questo stato psicologico negativo da quello che in psicologia è chiamato “lutto patologico o complicato” è la capacità di riuscire a reinvestire, grazie all’esame di realtà, nel mondo esterno, trasformando la realtà esterna della perdita in una realtà interna accettata; riuscendo a sviluppare nuove forme di legami con altre persone o oggetti, che tengano conto della morte della persona cara; è necessaria, inoltre, una revisione di sé e della propria identità che sarà arricchita dall’interiorizzazione dell’oggetto perduto, un processo che consente di accettare la perdita subita, continuando, tuttavia, ad amare l’oggetto.
Il lutto diventa “complicato” quando vi è un mancato innesco, superamento, intensificazione o prolungamento di una o più delle fasi previste per elaborare il lutto.



Un’autrice a cui si fa spesso riferimento quando si parla di elaborazione del lutto è Kübler Ross (1990; 2002); ella ha distinto cinque passaggi fondamentali da attraversare in seguito ad una perdita:
1. Fase della negazione o del rifiuto: il sopravvissuto tende a negare l’accaduto. Si tratta di un meccanismo di difesa molto comune che viene messo in atto per proteggere l’individuo da una sofferenza ritenuta inconsciamente eccessiva. In questa fase sono comuni frasi come “Non sta succedendo davvero”, “non riesco a crederci”, “ancora non mi sembra vero”, ecc…;
2. Fase della rabbia: in questa fase la persona sperimenta rabbia per la perdita, percepita come un’ingiustizia. Questo è il momento in si può sperimentare la necessità di attribuire le colpe ad una fonte esterna, direzionando su di essa il dolore e la sofferenza provata, ad es.: “perché Dio mi ha fatto questo?”, “se solo il medico se ne fosse accorto prima!”, oppure la sofferenza può essere rivolta verso sé stessi; sono frequenti, infatti, auto-accuse e rimproveri del tipo “sarei dovuto essere più presente”, “potevo fare di più” ecc… L’emozione della rabbia può portare il soggetto ad auto-isolarsi e a sperimentare una forte sensazione di solitudine;
3. Fase della contrattazione: Questa è la fase in cui il soggetto inizia a recuperare l’esame di realtà e a rivalutare le proprie risorse su cui poter contare per recuperare il controllo della propria vita e per investire in nuovi progetti;
4. Fase della depressione: In questo momento vi è un’autentica presa di consapevolezza della perdita. Il soggetto prova profonda tristezza e dolore per tutto ciò che non potrà più fare con la persona persa e per l’ineluttabilità della morte. Sono frequenti sintomi fisici tra cui mal di testa, tristezza persistente, volontà di isolarsi, astenia, rabbia, insonnia o eccessiva sonnolenza;
5. Fase dell’accettazione: Con questa fase si conclude il processo di elaborazione del lutto. Nonostante il soggetto possa ancora sperimentare emozioni di dolore o di rabbia (sebbene in forma decisamente inferiore rispetto a quanto precedentemente sperimentato), egli riesce a dare un senso a quanto accaduto, riappacificandosi con esso.
Non vi è un tempo prestabilito entro cui il processo deve completarsi, come precedentemente accennato, ogni fase può essere affrontata con maggiore o minore difficoltà, e quindi con maggiori o minori tempistiche, in base ad una serie di fattori tra cui il momento e il modo in cui si è persa la persona cara (è stata una morte improvvisa e inaspettata oppure ci si è potuti preparare, ad es. nel caso di una malattia terminale? è stata una morte violenta o tranquilla?), ad il tipo di rapporto che ci legava (era un partner, un familiare, un amico, un collega ecc..) e alle specifiche vulnerabilità individuali (caratteristiche di personalità e di temperamento, patologie mediche o psicologiche, ecc…). Normalmente, comunque, si prevede di riuscire ad accedere alla fase dell’accettazione entro circa 12 mesi.



Il DSM-5 (Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali), inserisce il Disturbo da lutto persistente o complicato nella sezione delle condizioni che necessitano di ulteriori studi di approfondimento. Tale disturbo prevede la presenza di almeno uno dei seguenti sintomi per almeno 12 mesi dopo il lutto negli adulti e 6 mesi dopo il lutto nei bambini:
• Un persistente desiderio/nostalgia della persona deceduta;
Tristezza e dolore emotivo intenso in seguito alla morte;
Preoccupazione per il deceduto;
Preoccupazione per le circostanze della morte.
Il disturbo prevede, inoltre, la presenza di almeno sei dei seguenti sintomi per la maggior parte dei giorni e ad un livello di gravità clinicamente significativo, anche tali sintomi devono essere presenti da almeno 12 mesi negli adulti e da almeno 6 mesi nei bambini, dopo il lutto:
Marcata difficoltà nell’accettare la morte;
Provare incredulità o torpore emotivo riguardo alla perdita;
Difficoltà ad abbandonarsi a ricordi positivi che riguardano il deceduto;
Amarezza o rabbia in relazione alla perdita;
Valutazione negativa di sé in relazione al deceduto o alla morte;
Eccessivo evitamento di ricordi della perdita;
Desiderio di morire per essere vicini al deceduto;
Dal momento della morte, difficoltà nel provare fiducia verso gli altri;
Dal momento della morte, sensazione di essere soli o distaccati dagli altri;
Sensazione che la vita sia vuota o priva di senso senza il deceduto, o pensiero di non farcela senza il deceduto;
Confusione circa il proprio ruolo nella vita, o diminuito senso della propria identità;
Dal momento della perdita, difficoltà o riluttanza nel perseguire i propri interessi o nel fare piani per il futuro.
Alcuni individui presentano anche allucinazioni visive o uditive in cui percepiscono temporaneamente la presenza del deceduto.


Bibliografia
AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION (2014). DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Raffaello Cortina. (Libro)


CONDIVIDI:
Lutti jesolo psicologa psicologa psicologa psicologa
Lutti jesolo psicologa psicologa psicologa psicologa
Lutti jesolo psicologa psicologa psicologa psicologa
Lutti jesolo psicologa psicologa psicologa psicologa

Leggi anche:
Per saperne di più
Relazioni
åUno degli strumenti principali con cui lavoro sulle relazioni di coppia è l’analisi del Gioco, concezione mo...
>>
Per saperne di più
Mindfullness
Il protocollo Mindfulness Based Eating Awareness Training (MB-EAT) è stato ideato da Jean Kristeller. Il protocollo &egra...
>>
Difficoltà
Igiene del sonno
Ritengo sia importante parlare dell’igiene del sonno e delle problematiche ad esso connesse in quanto, nonostante dormire ...
>>
Difficoltà
Genitorialità
Il mio lavoro con la genitorialità segue due strade: 1. svolgo percorsi di sostegno e supporto per tutte le coppie che si...
>>
Difficoltà
Difficoltà Scolastiche
I motivi per cui un bambino o un ragazzo può attraversare momenti di più o meno grave difficoltà scolastich...
>>
Difficoltà
Autostima
Livelli bassi di autostima rappresentano un fattore trasversale a diversi disturbi mentali anche gravi (ad es: disturbi depressi...
>>
Disturbi
Disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti
In un’epoca caratterizzata da una pandemia mondiale, da odio, prepotenza e paura, da guerre politiche e religiose, da vitt...
>>
Disturbi
Disturbi da sintomi somatici
Molti soggetti utilizzano il corpo come mezzo principale attraverso cui esprimere le loro esperienze dolorose. Queste persone te...
>>
Disturbi
Disturbi dell'alimentazione
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono patologie caratterizzate da comportamenti inerenti l’alimentaz...
>>
NEWSLETTER
ISCRIVITI
VUOI RICEVERE LE NOSTRE NEWS?
ANALISI
  • DIFFICOLTÀ
  • VICENZA
  • INFORMAZIONI
  • ARCHIVIO
    ANALISI NOVEMBRE 2020
    ANALISI AGOSTO 2020
    ANALISI LUGLIO 2020
    VICENZA LUGLIO 2020
    t:0.48 s:64952 v:5453933
    Torna su
    INFORMAZIONI
    Dopo aver conseguito la Laurea Triennale in “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, mi sono trasferita a Padova dove, nel 2016, ho ottenuto la Laurea Magistrale in “Psicologia Clinico Dinamica” presso l’Università degli Studi di Padova. In seguito all’abilitazione alla Professione di Psicologo e l’iscrizione all’Albo Professionale (sez. A), ho proseguito i miei studi iscrivendomi alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Dinamica Integrata presso il “Centro Psicologia Dinamica” di Padova.
    Oltre ad aver lavorato per diversi anni nel settore educativo, dal 2016 al 2017 ho prestato servizio come tirocinante psicologa presso l’Equipe Adozioni di Padova, sita all’interno dell’ULSS6 EUGANEA. Dal 2018 al 2019 ho lavorato come specializzanda in psicoterapia presso il Centro di Salute Mentale dell’ULSS 8 BERICA. Dal 2020 collaboro con il servizio di "Psicologia Ospedaliera" dell'ULSS 8 Berica.
     
    Scrivimi
     
    NON SONO UN ROBOT
    INVIA MESSAGGIO
     
    Lutti jesolo psicologa psicologa psicologa psicologa
    Psicologacristianabrunetti.it

    © 2020 TUTTI I DIRITTI RISERVATI
     
    Analisi Transazionale,
    Lavoro secondo l’approccio dell’Analisi Transazionale (A.T.), teoria psicologica e approccio di psicoterapia che, pur essendo figlia della Psicoanalisi, ha come punto di forza l’utilizzo di concetti concreti, tangibili, e facilmente comprensibili.
    Modello degli stati dell’Io
    Secondo questo modello tutti i modi in cui gli individui si comportano, pensano, e sentono, possono essere ricondotti a tre stati dell’Io, chiamati “Genitore”, “Adulto” e “Bambino”.
    Approccio
    Lutti jesolo psicologa psicologa psicologa psicologa
    Teoria
    Psicologica
    Analisi
    Lutti jesolo psicologa psicologa psicologa psicologa
    Pensare e
    Sentire
     
    351.9698700
    Psicologa a Vicenza - Italy
    Psicologa a Vicenza Whatsapp
    Psicologa a Vicenza Instagram
    Psicologa a Vicenza Twitter
    Psicologa a Vicenza Facebook
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    PSICOLOGIA
    LOG IN